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29 agosto 2009 - Grugliasco-Imperia (207 km, 1.460 mts dislivello)
 
Se un anno fa, quando per la prima volta ho fatto la traversata Grugliasco-Imperia impiegando 11 ore (nove e mezza di pedalata e una e mezza di soste) mi avessero detto che l'avrei fatta in otto ore tutto compreso sarei scoppiato a ridere. Invece è successo veramente: partito alle 6,30, arrivato alle 14,30. Sette ore e tre quarti di pedalata e appena un quarto d'ora di soste, giusto per riempire le borracce. Buona parte delle foto che si possono vedere qui è stata scattata in corsa (ammazza che mano ferma!). Media semplicemente mostruosa: 26,6 km/h contro il 22,7 dell'anno precedente. Adesso, mi domando, come farò a battermi il prossimo anno?
Il percorso
Questa volta mi sono fatto furbo e me ne sono infischiato delle direttive dell'Anas, almeno per quel che riguarda la galleria di Lesegno, sulla carta vietata alle bici. L'anno scorso mi ero sciroppato un giro di 10 km per evitarla, quest'anno invece me ne sono infischiato e l'ho fatta, anche perché è lunga appena 200 metri (considerazione d'uopo: chi ha messo quel divieto è un idiota). Infatti il chilometraggio finale risulta di 207 contro i 217 del 2008, che restano quindi il percorso più lungo della mia vita. L'altimetria è stata concentrata nella parte finale, con il tratti Ceva-Colle di Nava (un lungo falsopiano con strappo finale dopo il passaggio del Tanaro e l'ingresso in Liguria) e Pieve di Teco-Colle San Bartolomeo.
L'alimentazione
Appena svegliato, alle 5 di mattina, ho mangiato quasi un'intera crostata alla marmellata di pesche. Per quanto riguarda l'alimentazione lungo il percorso, invece, non mi sono fermato mai. Le due soste al Santuario di Vicoforte e a Ormea sono avvenute per fare il carico d'acqua alle borracce (in totale ne ho bevute nove da mezzo litro). Venerdì in panetteria avevo avuto un'autentica folgorazione vedendo dei micro-panini. Ne avevo acquistati sei e li avevo farciti con mozzarella, basilico e sale. Ho riempito due tasche su tre della maglia e ho mangiato il primo dopo 80 km e i successivi cinque ogni 20 km. Soluzione eccellente: la crisi di fame dell'anno scorso è stata solo un ricordo e, anzi, sono arrivato ancora tutto sommato fresco, concludendo con tanto di sprint finale ai 40 km/h.
Luoghi ed eventi
A differenza del 2008, sono partito ancora col buio (pur essendo partito mezzora dopo). Il sole ha iniziato a sorgere qualche km dopo, mentre ero nella zona dell'Interporto-Sito. I primi 50 km sono stati percorsi addirittura ai 29 km/h di media e fino a Ceva ho mantenuto comunque i 28 nonostante gli strappi incontrati sul percorso. A Trinità, poco prima della rampa che conduce a Magliano Alpi, mi sono messo per circa due km dietro un trattore ai 45 km/h (poi ho dovuto rinunciare proprio per l'inizio salita). Dopo circa 100 km ho avvertito crampi agli adduttori (sia a destra che a sinistra), fortunatamente rientrati dopo qualche massaggio. Dopo la sosta al Santuario di Vicoforte, salita verso il paese, scollinamento e... un vecchietto mi si lancia sotto la bici. Maxi-frenata e maxi-cazziatone mio a lui che sarà stato sentito da tutto il paese (stranamente senza parolacce però...). Ripartenza e, nel tratto in discesa, punta massima di velocità del giro a 62,9 km/h. Il solo tratto sotto i 10 km/h di media, invece, è stato l'inizio della salita verso il Colle San Bartolomeo dopo Pieve di Teco, in cui ho proceduto ai 9. Infine, una sensazione particolare nelle discese liguri: sembrava di essere in un grande phon...