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Buttigliera Alta, sabato 6 marzo 2010
Bengala e sassi contro le forze dell'ordine dopo la fiaccolata No Tav
Buttigliera Alta
Prima i No Tav con pentole e posate, poi gli anarchici con bengala e pietroni. Non si arresta la tensione per la trivella installata pochi giorni fa sulla provinciale per Rosta, su un terreno di proprietà comunale. E ancora una volta si sono rischiati gli scontri come era avvenuto a Susa poche settimane fa. Questa volta, però, nessuno è rimasto neppure contuso, nonostante le parti siano venute di nuovo pericolosamente a contatto.
Questa volta a denunciare l'accaduto è direttamente la questura, che ha riferito che le forze dell'ordine a presidio della trivella sono state fatte oggetto da un attacco in piena regola proveniente dai boschi. I siti dei No Tav e tantomeno quelli degli anarchici, però, non riportano la circostanza. I secondi, soltanto, si limitano ad affermare che, alla fine della manifestazione di giovedì sera, il corteo è tornato sul luogo della trivella, annunciando peraltro una nuova manifestazione per domenica alle 15,30: si tratta di una merenda sinoira che avrà luogo soltanto nel caso in cui la trivella sia ancora piazzata.
La manifestazione, una fiaccolata con i consueti bandiere, striscioni e campanacci, in sé non aveva fatto registrare alcun incidente, ma soltanto molto rumore. Circa 650 persone, partendo dal terreno su cui è installata la trivella, avevano marciato battendo le pentole con le posate e facendo una rumore assordante, fino al municipio, per protestare contro il Comune ha concesso i terreni per effettuare i carotaggi. Davanti al palazzo civico era stata anche piantata una simbolica bandiera bianca col treno crociato di rosso. Ma poi il corteo si era sciolto e tutto appariva finito lì.
Invece, per circa 80 autonomi che avevano partecipato al corteo evidentemente il bello doveva ancora iniziare. Il gruppo ha fatto ritorno nuovamente al sito del carotaggio. Passata la mezzanotte dai boschi è arrivata la sorpresa per le forze dell'ordine che sono a presidio dello scavo. I manifestanti si sono avvicinati effettuando un fitto lancio di bengala e di pietre pesanti anche mezzo chilo (che sono state respinte dagli scudi) e utilizzando puntatori laser di colore verde per accecare gli uomini in servizio. È stato effettuato anche un lancio di chiodi a tre punte sulla strada, che hanno forato gli pneumatici di tre veicoli dei carabinieri e tre veicoli del corpo forestale. Alcuni chiodi sono stati posti sotto sequestro. Nessun agente è rimasto ferito.
Questa volta la reazione della questura, che per provare il tutto ha mostrato i chiodi e le immagini fotografiche che documentano quanto accaduto, è stata a dir poco stizzita, visto che le ultime volte gli esponenti dei comitati No Tav avevano negato qualsiasi tipo di aggressione da loro parte. <La nostra presenza - dicono dai vertici della questura - è dovuta unicamente a tutelare gli operatori civili che lavorano nel cantiere. Ci siamo trovati a subire un'aggressione da parte di gruppi di professionisti che sono soliti effettuare manovre di questo genere. Continueremo a fare il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto senza reagire alle provocazioni>.
Questa volta la questura ha deciso di documentare il tutto per evitare quanto accaduto a Coldimosso, frazione di Susa, dove da una parte si diceva che l'aggressione fosse avvenuta a pietrate e a bastonate e dall'altra invece si sosteneva che fosse volato soltanto qualche gavettone o qualche palla di neve. In ogni caso, questa volta non c'è stata alcuna carica da parte delle forze dell'ordine che, forse memori dell'esperienza precedente (e delle polemiche che ne sono seguite) sono riuscite a mantenere la calma.
lanciato dall'Ansa e pubblicato da CronacaQui Torino